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La serie The Elder Scrolls è sopravvalutata.

Superando l'estrema avversità della pigrizia sono riuscito a dare un occhiata ai temi preconfezionati per il blog, con tanto di personalizzazioni operabili comodamente dalla pagina dei temi, e quindi senza dover sminchiare con l'HTML. Per celebrare il lieto evento parlerò oggi di un tema che mi sta a cuore più della vita sulla Terra: i videogiochi della Bethesda.

I nerd della vecchia guardia

Prendo spunto da questo articolo; lo trovo diciamo somewhat interesting, e tuttavia da qui ho capito di NON essere un nerd. Nel senso che il Mercato è riuscito a corrompere pure quelli; i nerd "di una volta" si chiudevano in casa, dove si dedicavano in maniera insana alle loro fissazioni autistico/schizoidi (quali che fossero, anche roba completamente astrusa e fuori dalla realtà; invece oggi vanno "di moda" le serie tv e i videogiochi, e per i più hipster anche i fumetti), e non avrebbero mai ceduto a una robetta frivola come il merchandising. Il nerd "originario" non si identificava con il consumo, ma semmai con la fruizione dei contenuti a tema, che è già un altra cosa; parliamo di roba non monetizzabile come le wiki monotematiche, le interviste rare agli autori con le rivelazioni sul plot, cose così.

Ecco io sono nettamente un nerd di questo genere. Intendiamoci; un buon 10 euro (ma anche 25, toh) lo avrei mollato volentieri per una roba come la Deus …

Sulla viziosità dell'Occidente, o riflessioni a scazzo annotate al volo

Nel mio lavoro avanzano un sacco di foglietti di carta, molti di più di quanti ne consumo per annotarmi le cose; per cui uso metterli da parte e riutilizzarli. Mettendoli insieme e spillandoli ci vengono fuori interi "quadernini" e piccoli bloc notes riciclati da poter usare per tutte le occasioni. Ad esempio quando stai sulla tazza del cesso, ti viene un intuizione geniale e non vuoi perderla con il defluire dello sciacquone.

I poster, roba da teenager. O forse no

Nella mia stanza non ho mai avuto nessun poster. L'ho sempre deprecata come un usanza da giovani borghesi gne gne, peggio di quegli orribili scaffali pieni di fumetti (giapponesi, il che è un aggravante. Vanno bene Alan Moore, quello di 300 e di Sin City che ora non mi viene, AL LIMITE roba "eterosessuale" come Berserk e GTO) anzi,  fossi stato più ordinato mi avrebbe fatto piacere far sparire tutta la roba buttata ovunque e rendere l'ambiente spartano e minimal, come mi piace ammè, e come sarebbe piaciuto anche ad Epicuro e Lao Tzu. Non è detto che non accadrà, mi sono appena procurato un libro sul minimal lifestyle.

Sull'alienazione tecnologica

leggevo questo articolo
Ora, il sito non è esattamente Wired, ma pur nella sua semplicità generalista che rasenta la banalità a volte è possibile trarre degli spunti di ragionamento. Ad esempio su uscite come questa:

Le nuove tecnologie alla base della comunicazione digitale contemporanea ci fanno credere di essere meno isolati perché sempre connessi. Si tratta però dell'illusione di una reale intimità: i nostri profili online esistono in funzione del numero dei contatti, oggetti inanimati e intercambiabili che acuiscono il senso di solitudine.

Scuola di alfismo (in risposta)

Ho scritto questo post inizialmente come risposta a questo post, ma poi è iniziato a fiorire come un discorso abbastanza strutturato da avere "dignità" di post a sè stante, ed eccolo qui. È una di quelle occasioni in cui un piccolo pretesto mi permette di tirar fuori cose che ho capito da anni di esperienza più o meno diretta, ma non ho mai avuto l'occasione di esprimere al di là della semplice "messa in pratica".