05 luglio, 2015

L' Italia è un paese di criminali falliti

Gente che ha la stessa mentalità dei mafiosi, fino ai modi di fare, le espressioni gergali (che copiano dai film e dalle serie tv piuttosto che dai mafiosi veri, anche se persino costoro nella crisi identitaria postcontemporanea copiano dai film ormai...) e la stessa cattiveria sistematica, la doppiezza priva di spessore in tutti i campi dell'esistenza
sia nel pubblico che nel privato, persino nel rapporto coi figli che trattano allo stesso modo degli adulti, diffidenza inclusa, uccidendo i rapporti e vivendo infelici vite relazionali.
(Nota: i veri maestri della doppiezza sono i giapponesi, che ce l'hanno proprio a livello culturale e si sviluppa su molti piani differenti... naturalmente a costo di una nevrosi eccezionale. Si dice che i giapponesi hanno sei facce e tre cuori, la loro anima è come la sceneggiatura di Inception. I mafioncelli nostrani ci provano, ma non ce la fanno proprio ad andare oltre al primo livello).

Tutto ciò sarebbe ancora comprensibile quando si sta parlando dei membri dell'alta società, pirandellianamente intrappolati in questo recinto di esistenza basato sul conflitto senza tregua, dove le fette della torta sono sempre in bilico; ma gli italiani, fino all'ultimo dei poveracci, sono proprio così.
Il fatto è che hanno solo la "cultura" dei mafiosi, ma non hanno le palle per esserlo davvero. Non hanno le palle per condurre una vita breve e intensa, per finire i propri giorni in galera o al cimitero, per uccidere uomini a sangue freddo o decretarne la morte, e assumersene le conseguenze (morali o legali che siano). Sono codardi nell'anima e non hanno le palle di alzarsi in piedi per difendere i loro diritti (che non ritengono di avere, considerandoli piuttosto privilegi dei potenti), hanno paura di urtare gli altrui interessi e privilegi e si adattano a muoversi in un tunnel esistenziale molto stretto; con quest'atteggiamento da vigliacchi cronici, come potrebbero mai gestire una faida o una contesa fra cartelli? Da una prospettiva del genere l'italiano ne è terrorizzato, anche perchè non conosce il valore della gloria (non avendo nessun valore nella sua vuota barbarie, tranne magari i valori fasulli, religiosi e borghesotti); e allora per evitare di complicarsi la vita in una maniera che non sarebbe capace di gestire, si piega sotto il peso e la volontà di chiunque gli sta sopra, e vive la sua vita nella frustrazione - che non manca di riversare su chiunque abbia la sfortuna di capitargli a tiro, specialmente i parenti che non hanno modo di divincolarsi.

Per questo evitano accuratamente la vera vita da criminale organizzato, e si vanno a riciclare nella pubblica amministrazione o in qualche azienda "a gestione familiare" dove entrano a botta di raccomandazione, e per tutta la vita fanno quello che sanno fare meglio; esercitare la propria mediocrità, continuando a fare le macchiette che hanno visto in Gomorra o in Quei Bravi Ragazzi e sentendosi freschi per questo; senza rendersi conto che erano appunto macchiette e quindi mirate a prendere per il culo la cultura criminale, mentre loro non avendo lo spessore culturale per cogliere l'ironia del messaggio, la esibiscono con orgoglio.

Addendum

Dario Maverick in un video che (in preda all'ennesima crisi isterica) ha messo privato, esprimeva il concetto così:
 io odio tutti i terroni, ma i calabresi sono meglio dei pugliesi perché almeno i calabresi di sparano, i pugliesi invece sono mediocri, incassano il colpo, covano risentimento e te lo restituiscono a rate, da vigliacchi quali sono, oppure cercano di rovinarti legalmente attraverso i loro burocrati corrotti (caso esemplare). Quindi sono anche ipocriti.

1 commento:

Daniele Lapenna ha detto...

Paradossalmente bisognerebbe lodare i veri mafiosi, no, anzi,.. i mandanti dei mafiosi, visto che i primi non commettono direttamente i reati, ma ne traggono benefici. I secondi, per meno proventi dei loro capi, uccidono materialmente.