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Magic, Yu Gi Oh e il gioco d'azzardo. Gombloddo?

Su Youtube in una discussione con un mio amico, è venuto fuori un giudizio che avevo già sentito in precedenza (però da un vecchio mezzo rimbambito); i cosiddetti "giochi di carte collezionabili" sarebbero cagione della diffusione del gioco d'azzardo tra i giovanissimi

Senza troppe ciance incollo pari pari il commento di risposta che gli ho scritto

Ma sai sta cosa del gioco d'azzardo... quando ero alle superiori giocavamo a Magic a casa di un mio amico, e suo nonno ci veniva a scassare il cazzo dicendo che non dovevamo fare questi "giochi d'azzardo"... e hai voglia a spiegargli che non lo era... ora, io ho avuto modo di conoscere anche gli scoppiati di questo gioco (per noi era giusto una moda passeggera, qualcosa da fare invece di drogarsi o studiare ma poi come in tutte le cose ci sono gli esauriti), questi tipi che bazzicano le fumetterie se non mi sbaglio ne parlò anche il Marziano, non ricordo in quale libro. Fondamentalmente sono i classici scoppiati alienati della realtà, fissati con i fumetti (ma non chiamarli "fumetti", chiamali "anime" se no si incazzano... all'anime è chi nt'è muort aahah) coi videogiochi (a livello patologico) ecc; per quello che ti posso dire, la loro scoppiataggine sui giochi di carte collezionabili (definizione tecnica!) tendeva a esprimersi sul possesso di carte rare, certi pezzi potevano arrivare anche a 200 euro, e comunque nelle partite anche quelle dei tornei non si gioca a soldi (al limite ci si giocano dette carte rare o anche interi mazzi).
Il fatto di "collezionare" e spenderci un sacco di soldi e finire con un cuofano di carte in avanzo è reale ma non mi sembra una cosa nuova, lo si faceva già prima con le figurine e capitavano anche le figurine ultra-rare a prezzi esagerati. Ma la compravendita delle carte, più che un'evocazione del gioco d'azzardo mi sembrava una simulazione del mercatino rionale (che a sua volta non è molto diverso dal mercato globale; è solo più piccolo).
Insomma alla fine è solo un modo come un'altro di commercializzare gli svaghi infantili.
Tant'è vero che il mio ebreo interiore si è chiesto se per caso non fosse possibile farci un business sulle carte rare...

A parte tutto questo, i suddetti scoppiati si appiccicavano per le regole del gioco che sono sempre state un casino, ogni tanto cambiavano le regole (quando uscivano le "nuove edizioni" cambiavano sempre qualcosa), alcune carte delle vecchie edizioni, anche quelle rare e costose venivano messe fuori corso perchè "troppo forti", e ci voleva un avvocato civilista per interpretare le regole sulle carte... come puoi facilmente intuire, arrivato a un certo punto mi sono scassato il cazzo e ho mandato tutto quanto a fanculo, con buona pace delle opportunità di bbiseniss, e sono tornato ai miei vecchi, economici e sani passatempi (pescimmano, sfottere la gente su internet, fingere di lavorare ecc).
Insomma dalla mia esperienza, il giudizio che questi giochi di carte "inducono al gioco d'azzardo" mi è parsa un'esagerazione, allora come adesso. Saranno scoppiati, sicuramente (calcola che quelli che fanno le carte di Magic sono gli stessi che fanno Dungeons and Dragons, non c'è da sorprendersi) ma il nesso col gioco d'azzardo non ce lo vedo. Le carte del casinò non hanno anima, non hanno le istruzioni scritte sopra e non si collezionano, rappresentano solo dei valori astratti come i numeri della matematica. Chi stronzo pagherebbe 200 euro per un asso di quadri? Manco un mazzo truccato costa tanto.

Per la serie; gombloddisti si, ma cerchiamo di avere criterio. Ma la discussione è ancora aperta: se la pensate così anche voi scrivetemi la vostra opinione, perchè voglio veramente capire se è vero.

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