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Breve fenomenologia della mediocrità

I buoni scrittori toccano spesso la vita. 
I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. 
I cattivi scrittori la stuprano e l'abbandonano alle mosche.

Molti sembrano avere difficoltà a cogliere il significato di "mediocrità". Forse hanno paura che, accettandone la definizione, si ritroverebbero a doverla vedere dentro sè stessi. Proviamo a farne una breve analisi.
Attenzione, questo post contiene forti dosi di hipsterismo. Leggere con cautela.


nota: le citazioni in questo articolo sono tutte tratte da Fahrenheit 451. Avevo pensato di fare un post-salamelecco per esprimere quanto cazzo è bello questo romanzo, ma penso che è più elegante fare così.

La mediocrità: come e perchè



Se non vuoi un uomo infelice per motivi politici, non presentargli mai i due aspetti di un problema, o lo tormenterai; dagliene uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno.


La mediocrità è semplicemente la tendenza a rimanere "al centro" del gregge, motivata soprattutto dalla paura di allontanarsi dalla media, fino ad eliminare ogni traccia di personalità individuale. L'individuazione (concetto della psicanalisi junghiana) è infatti esattamente il contrario della mediocrità; sfidare le "proprie" idee installate dall'esterno (genitori, scuola, società ecc), imparare a ragionare con la propria testa, mettere in discussione l'ordine costituito e il Pensiero Unico, non farsi influenzare dalla massa e non aver paura di andare controcorrente ecc.
Per Jung, l'individuazione era l'unica strada che portava alla vera realizzazione esistenziale. Cioè alla felicità in Terra.

«...sapete cosa ho scoperto?»

«Che cosa?»

«Che la gente non dice nulla»

«Oh, parlerà pure di qualche cosa, la gente!»

«No, vi assicuro. Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice qualcosa di diverso dagli  altri...»



La mediocrità è il modo più facile di essere al mondo, e quindi quello prediletto dalla stragrande maggioranza della popolazione. Se "a tutti" piace il calcio, è molto più comodo farsi piacere il calcio piuttosto che la scherma o il tiro a piattello. E non è "comodo" mettere in discussione l'effettivo valore e significato personale di quella scelta.Se uno venisse fuori dicendo che il tiro a piattello è più utile perchè ti insegna a sparare, e l'abilità con le armi da fuoco può essere utile nella vita pratica, oppure che la scherma è uno sport nobile e antichissimo, semplicemente non verrebbe neanche capito dall' uomo medio. Non si farebbe nemmeno lo sforzo di comprendere; è più comodo de-pensare.


Fonte di profonda infelicità


Per la teoria psicologica della comfort zone, questa "comodità" viene percepita come tale anche quando in realtà va a discapito dell'effettivo interesse e felicità individuale della persona. Non facendo il proprio interesse, e nascondendosi dietro i meccanismi di difesa si verifica quella condizione che Jung e altri autori definiscono "tradimento del Sè", con la costituzione di un Sè fasullo da dare in pasto agli altri in funzione della convivenza sociale; ma questo avviene a scapito del Vero Sè e genera una frustrazione e un'infelicità molto profonda, l'infelicità esistenziale, che sfocia regolarmente nella depressione.

No, non era felice. Non era felice. Si ripeté le parole mentalmente. Riconobbe che questa era veramente la situazione. Egli portava la sua felicità come una maschera e quella ragazza se n'era andata per il prato con la maschera e non c'era modo di andare a battere alla sua porta per riaverla.


Quindi, l'interesse per il mediocre a darsi una svegliata e cominciare a vivere veramente, è soprattutto e primariamente rivolto verso sè stesso. Non si tratta di farlo "per l'umanità" o ad maiora Dei gloriam, se non in seconda istanza; si tratta di farlo innanzitutto per sè stessi. Normalmente le persone non sono consapevoli della loro infelicità e depressione esistenziale, perchè la affogano nei vizi e nei comportamenti compulsivi (sigarette, alcool ecc).

Il meccanismo si mantiene da solo

Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere "veramente bene informati". Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affiché possano pescare con questi ami fatti ch'è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.

Invece di farsi delle idee proprie, metterle in discussione attraverso la dialettica (come insegnavano a fare i filosofi antichi ai loro allievi, vedi Socrate e il suo metodo di conoscenza) e portarle nel mondo, il mediocre preferisce accomodarsi (come dicevamo prima, rientra nelle dinamiche della comfort zone) su quelle 4 stronzate che gli sono state propinate quando era bambino, e che vengono continuamente rinfocolate da un'intera cultura di massa che con un battage continuo le ri-convalida ad infinitum, a beneficio di queste pseudopersonalità massificate. Vedendo che il mondo è fatto da persone che la pensano "come loro" si sentiranno ancora più spinti a mantenere questi modi di pensare e di essere.

Più sport per ognuno, spirito di gruppo, divertimento, svago, distrazioni, e tu così non pensi, no? Organizzare, riorganizzare, superorganizzare super-super-sport! Più vignette umoristiche, più fumetti nei libri! Più illustrazioni, ovunque! La gente assimila sempre meno. Tutti sono sempre più impazienti, più agitati e irrequieti. Le autostrade e le altre strade d'ogni genere sono affollate di gente che va un po' da per tutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. 


Questo ingenera una tendenza all'inerzia mentale che permette al sistema di reiterare se stesso, senza lasciare alcuna possibilità di scampo verso nuovi orizzonti di realtà.

La scuola è stata semplificata, l'insegnamento delle discipline è più abbordabile: filosofia, storia e linguaggio sono scomparse, l'inglese e l'ortografia vengono gradualmente abbandonati, e alla fine verranno quasi completamente ignorati.
La vita è veloce, il lavoro è importante, i piaceri sono tutti riservati al dopolavoro. A che serve imparare qualunque cosa che non sia schiacciare qualche bottone, tirare una leva e girare una manopola?

L'interesse dei sistemi di potere a tenerci buoni

Le persone vogliono solo essere felici, non è forse così? Non è quello che ti sei sentito dire tutta la vita? Io voglio essere felice, dicono le persone. Beh, e non ti pare che lo sono? Non li teniamo sempre in movimento, non li facciamo divertire? E' solo per questo che viviamo, non è così? Per il piacere, per essere continuamente stimolati. E devi ammettere che la nostra cultura fornisce un sacco di questi stimoli. 

Fondamentalmente, ai sistemi di potere conviene tenerci in questo stato. La mediocrità ha una funzione economica, sociale, demografica, politica. Più le persone sono stupide, meno hanno cultura, meno saranno capaci di pensiero critico e meno rappresenteranno una minaccia per l'ordine sociale. Lo stato potrà mandarle in guerra a morire per le cause più strampalate, bombardarli di tasse fino alla povertà, togliere loro i diritti sindacali, mandare avanti sistemi di corruzione che ormai sono una cosa sola con gli organismi politici e dirigenziali, e in generale fare tutto quello che gli pare indisturbato.

Dobbiamo essere tutti uguali. Non siamo nati tutti liberi e uguali, come dice la Costituzione, ma tutti possono diventarlo. Ogni uomo deve diventare come tutti gli altri; allora tutti saranno felici! Non ci saranno montagne invalicabili che li faranno sentire inquieti, e nessuno meglio di loro che li farà sentire a disagio con se stessi.

[...]

Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l'arma. Castriamo la mente dell'uomo


Un esempio personale

Non voleva sapere, per esempio, come una cosa fosse fatta, ma perché la si facesse. Cosa che può essere imbarazzante. Ci si domanda il perché di tante cose, ma guai a continuare: si rischia di condannarsi all'infelicità permanente.


La mediocrità, non soltanto è comoda ma è così popolare perchè legittima la codardia e l'ignavia, atteggiamenti che come si sa sono molto più facili da praticare rispetto al sacrificio di sè, all'eroismo o per lo meno al senso del dovere,  dell'onore, della civiltà; tutti concetti che vanno ben oltre alle capacità mentali e del livello umano del terrone medio.

La chiusura lampo ha spodestato i bottoni e un uomo ha perduto quel po' di tempo che aveva per pensare, al mattino, vestendosi per andare al lavoro, ha perso un'ora meditativa, filosofica, perciò malinconica.

Quando molti anni fa ero cattolico fanatico, andavo tutte le domeniche a messa, facevo le prediche peggio dei preti (e decisamente con più fervore, visto che sono sempre stato fissato coi "valori") e altre cose da bigotto fanatico, ricordo benissimo i miei conoscenti mi sfottevano per quel mio modo di essere, semplicemente perchè si discostava dalla "norma" che loro seguivano ciecamente.
Quando poi da adolescente divenni ateo, razionalista e fortemente critico verso le minchiate in cui credevo in precedenza, e mi dichiaravo pubblicamente tale, succedeva che quelle stesse persone mi sfottevano e si sentivano a disagio davanti alla mia dichiarazione di ateismo (e anche peggio di quando in passato manifestavo fanatismo). All'epoca non possedevo ancora la nozione che le persone sfottono per nascondere il loro disagio verso sè stessi
All'inizio pensavo che fossero solo degli imbecilli; che fossero dei grandissimi rottinculo rincoglioniti l'ho sempre avuto molto chiaro, ero un bambino prodigio su queste cose, ma volevo capire bene cosa spingeva le persone ad essere così. In seguito cominciai a capire come funziona l'ipocrisia umana, e molte cose cominciavano a diventare chiare. Ma tutto mi fu perfettamente chiaro solo alla successiva rivelazione; sono semplicemente mediocri. Sono i meccanismi di difesa del loro ego mediocre che li fa diventare così.

E' importante capire che per il mediocre "non è giusto" essere nè un eroe, nè un antieroe. Nè uno sbirro dell'antimafia, nè un camorrista. 
Se sei famoso, allora sei un egoista che pensa solo a sè stesso; se sei brutto e non ti caga nessuno, o se semplicemente stai bene da solo, sei antisociale e te ne fotti i coglioni di socializzare con quelle merdine autistiche mediocri (un motivo in più per farsi odiare, infatti a me danno del presuntuoso e snob!), allora sei sfigato. Qualunque cosa fai che si discosta dall'ovile (o meglio, porcile) lo percepisce come uno sgarro personale verso la sua amata "società" di cui sente di far parte. E ti tirano le pietre. Anche se la loro è una società di terroni disgraziati borghesotti insipidi falliti, anzi soprattutto per questo motivo. E per di più, cosa veramente grave per il mediocre, assistere ad atti di coraggio e di orgoglio personale vero gli fa sentire il pisello piccolo tra le gambe; e non c'è niente di peggio per un narcisista della consapevolezza di avercelo piccolo. Ve lo fate nemico capitale.
Se volete andare d'accordo coi mediocri, vi tocca evitare accuratamente di essere persone speciali, altrimenti preparatevi a subire la loro primordiale invidia.

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.


Ok ne ho abbastanza. Che cosa si può fare?

Il cammino verso la consapevolezza e l'emancipazione è strettamente personale. Ognuno ha la propria strada da seguire. La Via che conduce all'Armonia Universale (il Tao insomma) è dotata di infinite diramazioni, e in più c'è il fattore puramente individuale; ognuno di noi è una persona a sè, indipendentemente anche da quello che fa, da quello per cui lotta e in cui crede ecc
Ci sono molti modi per perseguire la vera felicità personale ed emanciparsi da questi dittatoriali, meschini meccanismi sociali; bisogna trovare il proprio metodo personale (metodo etimologicamente significa "percorso, cammino"). Un buon inizio sarebbe leggersi qualcosa sul già citato concetto di "individuazione" di Jung. Poi c'è chi pratica lo Zen, chi la psicologia occidentale (che ha rubato a piene mani da quella orientale in ogni caso), chi si impegna a rendere la sua vita un'opera d'arte, chi si lascia andare come faceva Bukowski o i terroni consapevoli; e infine c'è chi continua a illudersi per tutta la vita, e così la spreca. Cercate di non fare quest'errore, la vita è una, usatela bene. 

Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisori. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto i libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stesso.




Commenti

Unknown ha detto…
Bellissimo articolo che mi ha portato a fare riflessioni su come continuare la mai vita. Però non capisco alcune cose e non mi é chiaro che vuoi dire con "rendere la propria vita un opera d'arte".